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VOLONTARIATO: Il significato e la motivazione

Scritti Mercoledì 23 Febbraio 2011 20:41

Il volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale. Può essere rivolta a persone in difficoltà, alla tutela e valorizzazione dell'ambiente e promuovere la cultura della solidarietà.

Il volontariato nasce dalla spontanea volontà delle persone, di fronte a problemi non risolti o non affrontati dallo Stato e dal mercato. Per questo motivo il volontariato si inserisce nel "terzo settore" insieme ad altre organizzazioni che non rispondono alle logiche del profitto o del "diritto pubblico".

Il volontario è la persona che, in modo spontaneo, si rende disponibile al servizio gratuito e disinteressato alle persone o ad una comunità dedicando tempo, professionalità e passione. Quindi, essere volontario implica una libera dedizione del proprio tempo e risorse al servizio di chi, lasciato da solo, non sarebbe in grado di riuscire nella vita. Caratteristica del volontariato è l'anteporre il benessere collettivo al massimo profitto individuale senza lasciare nessuno sotto il livello di sussistenza. Il volontariato è sempre una testimonianza di solidarietà umana; è l'espressione della volontà di una o più persone di rendersi disponibili per aiutare chi è in difficoltà. La dimensione sociale del volontariato consiste nel rappresentare e promuovere il bene comune di quella parte delle persone deboli, sfruttate ed abbandonate. Il volontariato, come un soggetto sociopolitico, è in grado di influire laddove si fanno le scelte più importanti per il paese; perché i poveri, i bisognosi, le persone in difficoltà (oggi e domani) non siano dimenticate, ma al contrario rappresentino una priorità nell'organizzazione sociale.

Il volontariato tende a superare il concetto economico di giustizia commutativa, basato sull'asettico principio dello scambio equilibrato (valore contro valore) reciprocamente vantaggioso, per rilanciare il riconoscimento dell'interesse generale e antropologico, direttamente percepito dai singoli membri della collettività. Rinunziando, almeno in parte, a godere di possibili vantaggi individuali, si possono cioè superare alcune disuguaglianze di opportunità che determinano sovente una posizione di sudditanza nell'arte dello scambio in sanità, penalizzante specie per i soggetti più deboli. Però il soggetto più debole non è sempre facilmente individuabile in quanto chiunque si può venire a trovare in improvvise e indeterminate condizioni di bisogno. Il volontariato può essere prestato individualmente in modo più o meno episodico, o all'interno di una organizzazione strutturata che può garantire la formazione dei volontari, il loro coordinamento, la continuità dei servizi. In Italia la Legge 266/91 regola il volontariato organizzato e, unica in Europa, istituisce delle strutture, presenti in ogni regione, per lo sviluppo e la crescita del volontariato (CESV:Centri Servizi per il Volontariato) che forniscono gratuitamente alle Organizzazioni di Volontariato servizi nel campo della promozione, della consulenza, della formazione e della comunicazione.

Per rappresentare degnamente una parte tanto viva del paese, bisogna conoscere i problemi di cui ci si occupa, bisogna saperli interpretare e confrontare con le risorse esistenti, per sollecitarne l'aumento o il miglioramento qualitativo. Quindi, occorre saper tradurre conoscenze dei bisogni ed analisi delle risorse in un progetto organico che, ottimizzando queste ultime, soddisfi i bisogni emergenti. Per fare questo, il volontariato è chiamato ad attrezzarsi culturalmente. L'analisi dei bisogni e l'individuazione delle risorse, richiedono una capacità di leggere il territorio, nella consapevolezza che in ogni luogo gli stessi bisogni si presentano in modo diverso.

Per esempio essere poveri nell'entroterra e nel Sud del Paese non è la stessa cosa di essere povero nella città e nell'Ovest del Paese; non solo per ragioni di qualità ed ampiezza, ma per storia, cultura, significati psicologici e problemi demografici. Anche le risorse variano da luogo a luogo. È necessario quindi, conoscerle e saperle indirizzare verso chi è nel bisogno. Il volontariato quindi deve saper indirizzare le proprie ed altrui forze e competenze, là dove è più urgente il bisogno sia di operatività che di studio. Come si vede non basta iscriversi e rimanere a casa propria come volontario ma occorre impegnarsi nella formazione e nelle varie attività secondo il tempo che uno desidera mettere a disposizione. Se poi una persona non ha proprio tempo da dedicare, farebbe meglio a non iscriversi come volontario perché, in questo caso, diventa una questione di coscienza e di trasparenza nei riguardi dell'associazione di volontariato di cui uno fa parte.

P. Vincent C Anuforo

Last modified on Venerdì 25 Febbraio 2011 20:10

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